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Da 436 anni, dopo il voto solenne del doge Alvise Mocenigo e del Senato
della Repubblica di costruire una chiesa dedicata al Redentore,
se a Venezia fosse cessata la pestilenza che in un solo anno fece morire
più di 50.000 persone, i veneziani – ogni anno, la terza domenica di luglio –
si recano in processione al grande tempio palladiano nell’isola della
Giudecca a memoria del beneficio ricevuto.
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Da 20 anni Arco Acuto e gli amici, dopo una splendida cena, guardano
i foghi del Redentore. Quest’anno ci perderemo nei ricordi quel tanto
che basta per riprendere slancio nell’impegno di farsi prossimo agli
altri in difficoltà, ritroveremo la gioia della ricorrenza, il valore
dello stare insieme in amicizia e con generosità, il ricordo di Padre
Giorgio che in questi anni abbiamo incontrato sulla nostra strada,
privilegiando il sostegno al CEPE e ai bambini brasiliani di “Colonia Veneza”.
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